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    6 Giorno:Ranohira –Tulear - Ifaty

    di Pinky (21/02/2008 - 14:50)

    Ranohira, albergo con camera gigante e bagno-doccia senza porta, abbiamo cenato in compagnia dell’altro gruppo scalcinato, spaghetti al pomodoro, zebù spiedinato con ortaggi misti e patate. Bella cenetta poi M. Teresa offre rum e coca a tutti, purtroppo verso le 10.00 ci hanno buttato tutti fuori, cosi Lucia ci ha invitato a finire la serata.

    Frescheggiando sul balcone Aida e Piero continuavano con le barzellette Gianni cercava senza successo il volume sull’apparecchio musicale di Lucia. Zampirone in camera. Piccolo particolare ad un certo punto hanno staccato la corrente elettrica e ho immediatamente capito il perché della lampadina da minatore! Sonno tormentato. Sveglia presto e ci siamo goduti una bellissima alba foto di rito preparazione bagagli colazione e via.



    Visita al parco dell’Isalo, trekking leggero siamo saliti su un altopiano e da li è stato possibile osservare la morfologia del paesaggio: c’erano dei canyon, e il territorio mi rammentava un po’ la Turchia con i famosi camini della Cappadocia.


    Camminando camminando siamo arrivati alla piscina naturale trattasi di un “tonfo” tipo fiume Cecina da me tanto amato tra palme e verde con il tradizionale ragnone gigante, i compagni di viaggio hanno fatto il bagno ma per me era troppo fredda e poi avevo
    ancora il latte da digerire. Grande spostamento sulla costa a Tulear e poi Itafy per guadagnare un giorno di mare. (è stato scorciato il trekking).

    Al solito siamo passati in paesaggi molto diversi abbandonando la poca vegetazione ancora latente che lasciava il posto a panorami secchi e spinosi, fino a trasformarsi in vera e propria savana ed è in quel momento che ho sognato ad occhi aperti di vedere un bellissimo leone una giraffa una zebretta!!


      Il punto più bello per me è stato il grande altopiano (sai come mi piace Colfiorito e qui era amplificato al massimo) una distesa immensa di terra con spauriti cespugli e rarissimi alberi. Sul nostro cammino abbiamo incontrato la città degli Zaffiri che dal nulla in tempo zero ha vissuto uno sviluppo verticale rapidissimo.Verso sera abbiamo raggiunto Tulear e forse perché un pò
    prigionieri del lungo viaggio abbiamo dato il meglio di noi esibendoci in canti canzoni e stonature varie sempre divertendoci un sacco e volgendo lo sguardo allo spettacolare tramonto in riva all’ oceano spiagge selvatiche abitate , alberi cresciuti in acqua rendevano la scena suggestiva e romantica. Arrivo al Village Bamboo, nella sabbia trascino il mio sarcofago presso il bungalow assegnatoci. Anche qui la porta del bagno era inesistente una bella tenda traforata di misura inferiore allo specchio d’aria da coprire separava i due ambienti. Finalmente abbia
    mo potuto tirare fuori tutta la valigia infatti ci saremmo fermati per 4 sere. Cenetta alle 20.00 scherzetto per la chiave di Piero. Un punto focale della gita in Madagascar anche se non so da quanti capito, passeggiata in notturna sul mare sovrastati da uno splendido cielo trapunto da mille stelle.
    Ritiro di tutti io e Lucia ci tratteniamo sulla spiaggia ad ammirare stelle cadenti ed ascoltare la voce dell’oceano.

     

     

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    5 Giorno

    di Pinky (06/02/2008 - 22:11)

    Ma vedeiamo ad oggi!

      Partenza x la solita ora ,colazione abbondante con tanta frutta (che prevediamo a portar via),pane briosche, latte caldo(2 tazze).
    Partenza x la fabrica della carta che a posteriori devo dire di aver molto aprzzato ,la materia prima è costituita dalla corteccia di un albero del luogo viene bollita,ridotta in poltiglia essiccata su grandi reti-colini e decorate da mani esperte con fiori essiccati infine assemblati manualmente da brave artigiane.All' interno del complesso vi era anche una stanza in cui si tessevano tappeti e seta.
    La cosa del posto che più mi ha colpito è rappresentanza dalle Stelle di Natale MERAVIGLIOSE ...un rosso inteso che contrastava col celeste del celo!
    Infine...il negozzio dove abbiamo incrociato l'altro gruppo (il loro capo-gruppo aveva perso il programma...)e la nostra piccola Lucia ha pensato che una bella sgonfiatina alle ruote sarebbe stata una cosa carina!
    Poi visita al bellissimo mercato di Ambolavao e qui su di una sterminata piazza stretta abbiamo visto un mondo di colori ,facce ,profumi senza confini,i più belli e interessanti sono quelli della frutta e verdura,anche x Aida,reparto scampoli con tanto di donne armate da machine da cucire che sedute x terra confezionavano abiti,rammendavano vestiti,c'erano piccole distese di bobottilie di plastica grandi e piccole,scatolame di qgni genere che da noi ricicleremo in appositi,contenitori,attrezzi x la campagna,polli var e altre cose di cui mi hanno raccontato ma il tempo nen è bastato x vedere.
    Siamo risaliti a bordo in direzione mercati di zebù uno fra più grandi del paese.Che belle bestiolone grosse e cornute e poi con quel nome non potevano che essere carine...



     


                    


     Aida da a buona samaritana ha seminato un paio di pantaloni rossi e uno smalto salvo poi pentirsene pensando magariche avrebbe potuto farne un uso inproprio.

    Di nuovo a bordo e poi a visitare i nostri amicii  lemuri.L'incontro è stato molto simpatico e si aveva la netta sensazione che fossero loro ad osservare noi con fare un pò sfacciato sono scesi fino ad arrivare in collo a Piero ...che bella esperienza.




    ...poi breve camminata ma molto carina tra le rocce ,sembravano gli scoli artificiali di Marina di Pisa ingigantiti ci si poteva ritrovare come nei cartoni animati fra incastri di massi enormi,ogni tanto spuntavano sulla superficie delle rocce ,alberi verdi rigogliosi.
    Il traguardo era un roccione scosceso che ho giudicato troppo periccoloso affrontare e cosi ho aspettato la banda al gradino piu basso,non mi aspettavo una reazione del genere ma le mani mi sudavano e io mi imaginavo già rotolante nel mezzo ai vari cespugli.
    Rientro verso pulmino senza aver fatto prima una breve sosta ridendo e scherzando.

    Durante il transferimento abbiamo incrociato di nuovo l'altro gruppo in un locale malgascio(cmq noi siamo arrivati prima)era un posticino tipico con bagno tipicamente maleodorante e a totale getto nel vuoto.
    Là fuori x sfruttare gli spazzi c'èrano 2 gabbie con tacchini e con piccoli e carissimi coniglietti.
    Per pranzo riso+pollo...poi partenza x il lungo transferimento paessaggio vario e incantevole ,lo splendore della natura selvaggia non imbrigliata dall'uomo ci appare nella completa interezza.

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    Giorno4:Fianarantsoa-Ambolavao-Ranohira

    di Pinky (19/04/2007 - 22:43)

    Dopo Ranomafana abbiamo raggiunto Fianarantsoa bel tratto di strada almeno due o tre ore , una delle cita pi grandi del Madagascar ,abbiamo fatto breve giro molto interessante ,nel quale si poteva notare come la piaga della miseria fosse molto meno sofferta ,le persone anzi i cittadini finalmente non sopravvivano ma vivevano degnamente di vita propria. La differenza sostanziale rispetto agli altri panorami era rappresentata dalle palificazioni elettriche che ormai non apparivano in maniera cosi massiccia dai tempi di Anatananarivo  e questo segnava il passo con il tempo e il compresso con l’ambiente in qualche modo “contaminato” dall’ artificiale.

    Attraversamento di un lunghissimo mercato

    Poi saliamo fino in cima alla città dove incontriamo il proprio presidio sanitario (forse ospedale?)

    Lilla compra un bel capello colorato. Sono ormai le 5,30 ,il sole rapidamente scende e noi rientriamo in hotel dove acquisto le mie famigerate  25 cartoline molto molto belle.

    Al ristorante con il taxi le piccole in 5, se e scelto un menù misto:zebù ,verdure ,crocchette….

    Rientro col taxi (bauliera time) ,poi a nanna le donne e a ballare i maschietti.

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    Giorno3:Ranomafana-Parco di Ranomafana-Fianarantsoa

    di Pinky (18/04/2007 - 20:58)

    Io so sono passibile di multa ma ieri non ho scritto ,cerchiamo di rimediare.

    Ieri mattina solita sveglia alle 6 la giornata è meravigliosa (era previsto secondo esperienza pioggia e freddo)ero particolarmente interessata in quanto il villaggio avevo regalato il mio Kwey e mi prendevano in giro perché mi sarebbe potuto servire,invece il sole è rimasto alto e caldo!

    Trekking o meglio passeggiata nella foresta di Ranomafana , abbiamo passeggiato a lungo per tratti di strada già abbondantemente battuta tranne pionieristico percorso degno di alpinismo boschivo.

    All’interno del parco abbiamo incontrato i primi lemuri zitti zitti abbiamo potuto osservare il lemure notturno è piccolino e ci dicevano che la luce solare potrebbe danneggiarli la vista, poi ne abbiamo incontrati altri purtroppo sempre troppo lontani la nota più simpatica è stato quando uno di questi animaletti dall‘alto dell’albero ha fatto i propri bisogni centrando clamorosamente l’incolpevole Marisa è stato un bel ridere ma quel momento in poi abbiamo iniziato a dover scappare da questi attacchi biologici (il giorno prima invece eravamo state vittime della  stessa materia io e Lea ,a volte capita)

    Breve sosta per panino con omette e discorsi a ruota libera Aida ha rotto il ghiaccio con le barzellette poi Piero ,insomma si stava creando una certa complicità che giova non poco al totale del relax .Partenza , ribeve soste alle cascate dove ci siamo  immortalati ufficialmente come gruppo .Viaggi avventure nel mondo!

    Breve excursus più volte durante le varie fermate abbiamo incontrato il gruppo Madagascar Breve composto per loro sfortuna da una maggioranza femminile pertanto l’affiatamento per loro è risultato più difficile(anzi secondo voci di corridoio sin sono anche litigate)e noi ne ce  ne siamo avvantaggiati con il risultato di  prenderli un po’ in giro specialmente per la storiaccia del  giacchetta di jeans disperso , Marisa l’aveva involontariamente scambio con quello della signora Ersilia e apriti cielo ad ogni piè sospinto la sora  Ersilia si avvicinava e chiedeva lumi circa l’effettiva sorte del suo amato bene, la conclusione c’è stata sulla fine della gita quando Marisa aveva a portata di mano l’indumento e lo ha restituito alla signora Ersilia. 

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    Giorno 2:Ambositra-Ivato-villaggi Zafimanir-Ranofama

    di Pinky (04/04/2007 - 21:07)

    Giorno2:

    Stamani presto doccia che la sera precedente non ho avuto voglia e forza di fare , in compagnia di un discreto ragno che dalla sua tela tutto contemplava ,valigia alla rinfusa emergenza soffietto per farci entrare tutto.

    Colazione spartana baguette freschissime ,burro marmellata all’ananas tè medio buono.

    Ritardo mostruoso dei signori Piero e Gianni  che se non fosse andato  Amos a dare una sveglia saremmo partiti a mezzogiorno ,tuttavia eravamo tutti mediamente convinti che se fosse trattato di una semplice coincidenza .

    La nostra prima tappa è stata la missione dove ognuno ha lasciato le cose appositamente portate.

    Dopo la missione ad Ivato abbiamo raggiunto i due villaggi Zafimaniry (abitanti noti per la loro abilità nello scolpire il legno) e da qui iniziata una sorta di sfida con me stessa e un esperienza nuova e toccante , mi sono sentita molto occidentale,quasi a violentare la loro povertà ,quasi il territorio non bastasse per scoprire questa terra.

    Passato il primo impatto ci siamo incamminati verso il II° villaggio, panorama di passaggio molto bello,vallate verdi silenzio e libertà il cielo azzurro si confondeva con i numerosi alberi di Eucalipto.

    Al villaggio bambini piccoli che portavano negli scialli bambini più piccoli ,composti allegri e pronti a girare l’ennesima scena con il turista per caso..

    Abbiamo attraversato il villaggio fatto foto(meno male Aida si è accorta di non aver il rullino nella machina fotografica),alcune mamme non volevano e rapidamente prendevano i bambini sparendo dietro le capanne o trovando rifugio nelle proprie abitazioni ,la guida spiegava in francese alcuni di noi nel frattempo erano circondati da piccolini che chiedevano attenzione per vendere le loro cose oppure per sbirciare nel quadro della videocamera. Mi sono venuti alla mente alcuni documenti televisivi nei quali si può toccare con mano l’effetto sulla società dell’arrivo della televisione l’elettrodomestico  più ambito e desiderato.

    Pertanto le parole le spiegazioni si sono un po’ perse nella vita reale.

    E adesso si trattava di tornare indietro al villaggio di partenza ed ecco la sfida con me stessa è stata molto dura e poi i ragazzini che ti accompagnano dicevano continuatamene è la dernierè è la dernierè e invece si saliva più su più sù!

    Una delle prime volte che mi sono fermata avevo il cuore in mano non consapevole di dover tornare al pulmino ,Giulio mi ha fatto da personal trainer infatti mi suggeriva la postura ideale (mani sui fianchi)per affrontare meglio il percorso ,durante il tragitto alcuni bambini del primo villaggio ci hanno fatto da scorta ,mi sentivo ancora più stupida ma mi ha fatto gran piacere. La loro mossa per accaparrarsi il turista cliente era di chiedere da quale nazioni venivi e poi snocciolavano una serie di città in modo di dare l’illusione al passante di essere ben inquadrato e che il posto dal quale proveniva era ben conosciuto anche fra questi sperduti altopiani illudendolo così della loro onnipresenza!

    Tutto sommato mi sono sentita un po’ ridicola ,la grande occidentale armata di scarpe da trekking ,mega calzini ,pantaloni hightech con il fiatone che non riusciva neppure a parlare ,loro invece scalzi come daini saltavano di pietra in pietra come quando camminiamo sul nostro comodo tappeto , mi sono chiesta cosa penserà Josef ?

    La cosa piacevole è stato il contatto stabilito ,non abbiamo parlato per circostanza per rompere il silenzio ma per conoscerci .Al traguardo del villaggio ero cotta due crampi ai polpacci misteriosamente rientrati hanno concluso la mia prodezza.

    Raduno del gruppo ,dai finestrini ci chiedevano di tutto ,penne vestiti ,caramelle cappellini (sarebbe stato lo standard della nostra gita)alla fine non avendo a disposizione magliette ho lasciato la mitica maglia nera da su orina regalandola a Josef e poi il mio K-wey pensando che nelle stagioni delle piogge avrebbe fatto più comodo a loro che a me.

    E stata una bella sensazione lasciare un oggetto e saper che per qualcuno è molto importante. Aida ha fatto girotondo con i bambini e io ho ripreso la scena ,era cosi naturale e i bambini si affidavano al gioco senza la minima preoccupazione erano aperti pronti al dialogo ,alcuni hanno visto la telecamera e con grande entusiasmo esprimevano la loro meraviglia.

    Distrutta li per li ho goduto poco queste sensazione , panino allo zebù sul pulmino e via.

    2 ore di strada sterrata e 1 di asfalto con relativo incontro abbattuto , hanno fermato il traffico (costituito per lo più da turisti) per circa 30 minuti ma la sosta breve e improvvisa è stata piacevole e interessante ,gli abbattitori erano organizzati in una sorta di squadra dove i tagliatori si avvicendavano senza interruzioni con la preziosa ascia.

    2 ore di strada sterrata sosta per benzina (anche restando sul pulmino ho avuto occasione di dare via un cappellino di quelli acquistati al villaggio ) frutta e poi via.

    Sul pulmino abbiamo iniziato le prime relazioni sociali in fondo la gita è fatta anche di questo.

    Siamo rimasti a “gruppo” e semplicemente abbiamo filosofeggiato sulla vita e su quello che propone ,Aida e Mara in seguito allo sterrato hanno avuto un brutto momento.

    La sistemazione di stasera  è bellissima un bungalow in riva al fiume tutto per noi una meraviglia,meglio assai di ieri ,un piccolo quadro appeso di fronte al letto una scrivania una sedia,io che mi sento un capitano di nave che scrive il giornale di bordo mentre i marinari riposano , un abbozzo di armadio con tenda insomma la sensazione era di accoglienza malgrado il basic dell’attrezzatura. L’unica nota negativa è stata la sistemazione degli uomini che ci sono arrangiati in un bungalow. Belle cena abbiamo mangiato potage misto,riso-porco con piselli o ceci(ai piselli era meglio)e poi ananas.

    Ricca schiccherata ,tutti a nanna.

    Buona notte non reggo!

    Ma Aida russa spero di riuscire a dormire ,sveglia alle 6.00 .

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    Giorno 1: Antanarivo-Atsirabe-Ambositra

    di Pinky (03/04/2007 - 00:44)

     
     Ebbene ci siamo riuscite , sta per iniziare la nostra prima notte in questa terra splendida.
       La nostra avventura è cominciata giusto ieri , mi pare un secolo,come da accordi ci siamo trovati con Piero a Pisa e poi verso Milano Malpensa.
    Durante il viaggio la nostra sete di notizie è stata forte e non ci siamo risparmiate raccontando storie vissute ,aneddoti ,speranze.
    A Milano abiamo trovato il nostro gruppo ,anzi ben tre gruppi 2 Madagascar Breve ,1 Madagascar Natura.


      I nostri compagni sono tutti molto simpatici e la cosa sorprendente è e che mi ricordi bene anche i loro nomi, mi stupisce ciò , forse avevo tanta voglia di evadere e la testa ha risposto meglio, anche la reazione al lariam è stata inaspettata , effetti collaterali al momento 0 mentre nella prima somministrazione ci sono stati dei piccolo e trascurabili effetti indesiderati.

    Ecco i nostri compagni in ordine sparso:

    gruppo Toscana:Aida, Io ,Piero ,Lea

    gruppo Piemonte:Amos,

    gruppo Lombardia:Gianni ,Lucia , Lilla

    gruppo Trentino:Giulio,,Marisa, Mara

    gruppo E .Romagna:Carlo ,Fiamma

    Ormai è tardi per commentarli tutti ma meglio non poteva andare .

    Il volo è stato comodo , abbiamo ben mangiato anche se purtroppo la colazione e stata servita un po’ prestino(infatti abbiamo fatto scalo a Nosy Be e dovevano mangiare anche loro!!)

    Senza colpo ferire la Air Madagascar ha illuminato a giorno la cabina e debbo dire meno male infatti fuori c’era uno spettacolo veramente bello :l’aurora aveva il fresco in bocca il colore arancio si estendeva all’orizzonte andandosi a fondere con quello celeste del limpido cielo.

    Quando sono scesi i passeggeri in transito ha approfittato sedendomi al finestrino. No Male .Purtroppo il sonno incombeva ,comunque a grandi linee abbiamo potuto osservare la morfologia del territorio .i suoi tanti fiumi o perlomeno sembravano tali e strani cerchi (suppongo servissero come canali per defluire le acque).

    All’aeroporto primo impatto con  la gente locale , a mettere i visti sui passaporti c’erano due anzianotti molto carini malgrado lavorassero con impegno si erano incartati con il resto da consegnare alla Lilla, dicevano che nulla dovevano ma le ragazze non hanno demorso pertanto i simpatici vecchietti hanno ceduto.

    Il controllo passaporti :c’erano 5 burocrati che fungeva da controllori come fossero computer in piedi alle loro spalle c’era il serve della situazione verificava non so con qualli criteri che tutto fosse in ordine.

    Aida per on smentirsi è e stata fermata dall’Uman detector e a dovuto aprire la valigia , anche a aMilano è stata fermata e perquistata!

    Invece io ho fatto un bel sorriso all’Umano che deliziosamente mi ha fatto passare.

    Adesso abbrevieremo.

    Ci siamo imbattuti con il primo Mora-Mora ,consumato presso gli uffici di Bebè dove con mance mangerecce ci siamo organizzati , abbiamo cambiati i soldi , e infine dopo lunga trattativa siamo saliti sul pulmino più grande e partiti all’avventura.

    Abbiamo attraversato la città di Antanarivo e poi per 6 ore abbiamo incontrato villaggi e cassette quelle lunghe e strette come fossero parallelepipedi giganti con tetti piuttosto spioventi .(perché -risposta:la paglia che costituisce il tetto si asciuga più facilmente ) in paglia e lamiera.

    Quello che vedo ad essere sincera non mi piaceva ,l’unica lingua di asfalto era quella percorsa dal nostro mezzo ,appena giravi l’angolo lo sterrato era lì talvolta anticipato da un strampalato pavè un po’ arrangiato.

    Le fogne erano costituite da semplici fosse cementificate che dividevano la strada da una sorta di marciapiede ,la popolazione e mediamente molto giovane e le persone incontrate erano senz altro più grande di quello che si potesse credere.

    Ho potuto riscontare socievolezza e una pacato allegria o meglio una non meglio identificata serenità.

    La cosa che più mi ha colpito è il rosse della terra il silenzio che abbiamo riscontato all’aeroporto e in generale dappertutto , e il caldo avvolgente che come una tiepida coperta ti tiene fra la sue braccia ,in negativo l’estremo degrado delle condizioni sanitarie

    Il primo pasto e stato buono,riso con zebù e verdure (specie di verdura la foglia larga molto saporita)in brodo vegetale con crostino ,a sera zebù alla griglia (è il meglio che abbia mangiato durante la gita), con contorno di verdura per l’ananas non c’era più posto.

    Buona notte!

     

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    Africa Africa

    di Pinky (03/04/2007 - 00:38)

    è il luogo dove la gioia e la disperazione di un bambino fanno rumore nei nostri occidentali cuori più di un romantico tramonto o un cielo trapuntato da millioni di stelle.

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